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Al mare in sicurezza, cosa sapere prima di tuffarsi (parte 2)

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Oltre alle onde e alle buche, già passate in rassegna nell’articolo precedente, chi decide di fare un bel bagno in completo relax e in sicurezza deve tener conto anche di altri elementi che caratterizzano il mare e il suo fondale.

Secche

Le secche sono aree di fondale in cui la profondità è ridotta e in cui spesso si riesce a toccare con i piedi. Solitamente le secche si trovano ai lati di una buca e si possono suddividere in due categorie principali: secche resistenti o secche alimentatrici della buca stessa. Le prime sono senza dubbio le più sicure per la balneazione perché, al contrario di quelle alimentatrici, non hanno forti correnti che tendono a spingere verso la buca. I bassi fondali delle secche, spesso anche a lento declivio, consentono di guadagnare la riva con una certa facilità in caso di pericolo e rappresentano l’area di mare da preferire sia in condizione di calma che in presenza di moto ondoso.

Vento

Un altro elemento da tenere in considerazione è il vento di terra: sebbene siano i venti che spirano dal mare a creare i maggiori pericoli, anche il vento di terra può configurarsi come fattore di rischio. In condizioni di mare calmo, il vento di terra è capace di generare una corrente superficiale che può allontanare il bagnante da riva o addirittura renderne difficoltoso il rientro. Il vento di terra manifesta ancor di più i suoi effetti quando incontra superfici galleggianti come canotti, ciambelle e materassini; questi oggetti – molto leggeri ma dall’ampia superficie – risentono molto della corrente che, associata all’ “effetto vela”, può mettere in difficoltà il bagnante. Nei litorali custoditi, quando il vento di terra supera l’intensità di brezza, questo verrà segnalato da una bandiera rossa: sarà quindi buona norma controllare sempre la presenza o meno di questo importante segnale di pericolo. Nel caso in cui ci si trovi in una spiaggia non custodita, dovrà essere il bagnante stesso a valutare l’intensità del vento e della corrente, evitando di allontanarsi troppo dalla riva così da evitare incidenti.

Fondale ripido

Capita di trovarsi su litorali in cui il fondale è così scosceso che già a qualche metro di distanza da riva non si tocca più. Le onde presenti in queste zone di mare sono di “acqua profonda” e conservano perciò praticamente tutta l’energia impressa loro dal vento. Questo rappresenta un serio pericolo perché un incauto bagnante potrebbe essere travolto e scaraventato sul fondo con gravi conseguenze. Date le caratteristiche del fondale, le onde di questi litorali frangono solo a ridosso del bagnasciuga, dove riescono ad aspirare una tale quantità d’acqua dal cavo antistante da renderlo asciutto. In queste condizioni è difficoltosa sia l’entrata in mare (tuttavia, una volta superato il tratto in cui le onde frangono, queste ultime assumono carattere oscillatorio e si può fare il bagno con relativa tranquillità) sia il rientro a terra, molto più pericoloso rispetto all’ingresso in acqua a causa della ridotta visibilità e per il rischio di essere rovesciati a testa in giù da un frangente inaspettato. Sui litorali a fondale ripido possono essere presenti anche gli “undertows”: si tratta di forti risacche di fondo in cui la forza è direttamente proporzionale all’altezza dell’onda. Il bagnante deve tener conto di questo fenomeno perché può trovarsi tra due forze contrastanti (corrente in uscita e corrente in ingresso) in grado di fargli perdere l’equilibrio.

Punte

Una baia offre la possibilità di fare il bagno in tranquillità al centro e con qualche pericolo sulle punte. Un detto abbastanza noto dice che “le punte attirano le onde” e il bagnante dovrebbe tenerlo bene a mente: a causa delle curve di fondale, infatti, i frangenti tendono a concentrarsi proprio sulle punte e a sprigionare lì la loro energia. L’erosione delle onde sulle punte tende a spingere il materiale verso il centro della baia, dove il fondale solitamente si abbassa e si livella, rendendo più sicura la balneazione.

Dall'autore: Davide Lazzini

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