Curiosità

Alla scoperta delle polene. Dal declino a oggi

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L’arte della fabbricazione delle polene fiorì fino al XIX secolo. A un certo punto le polene diventarono più piccole, meno elaborate e costituite da una sola statua senza però rinunciare ad una cura minuziosa dei particolari e delle finiture. Animali come leoni, cavalli marini, delfini o persino creature mitiche come unicorni erano ancora in uso ma vennero affiancati da un uso maggiore di figure di eroi mitologici, dèi, ritratti di monarchi, santi e infine da immagini femminili (veneri, sirene e fanciulle). Queste ultime figure però erano in contrasto con la tradizione dei marinai che consideravano le donne a bordo come portatrici di sventura; in più figure mitologiche come le sirene erano ritenute causa di naufragi su coste rocciose per via del loro canto. Tuttavia la moda si affermò perché una polena raffigurante una donna avrebbe potuto attirare gli dei per la sua bellezza garantendo così un passaggio in nave senza difficoltà.

L’uso sempre maggiore del metallo per costruire le navi ha nel tempo lasciato meno posto ad eventuali decorazioni. Solo pochi privati continuarono a sviluppare l’artigianato per gli elementi ornamentali delle navi a vela lungo il XIX secolo. Con l’avvio della costruzione di navi militari le decorazioni non trovarono più molta diffusione essendo considerate un ornamento superfluo; i primi piroscafi avevano la struttura della prua che ricordava le polene, ma anche questa pratica durò solo fino alla prima guerra mondiale. Tuttavia le navi da guerra sono ancora adornate con dei badge, enormi targhe posizionate sulla sovrastruttura aventi un design unico legato al ruolo e al nome della nave.

Le polene di legno quindi scompaiono progressivamente dalle navi e ora si possono osservare in gallerie e musei navali allestiti in varie parti del mondo. In Italia abbiamo il Museo Tecnico Navale di La Spezia che, come detto da Giorgio Lazio comandante del dipartimento marittimo Marina Nord, «neppure al museo di Greenwich hanno una collezione come la nostra. Le polene conservate al Navale della Spezia sono una realtà unica».

Questo museo contiene ben ventinove antiche polene esposte nella Sala delle polene. Le polene sono posizionate su travi curve a ricordare la stessa posizione originale sul dritto di prora delle navi. In questa sala i visitatori possono osservare le opere messe appositamente ad altezze differenti come a ricordare il movimento sulle onde delle imbarcazioni.

La collezione copre un arco di tempo che va dal Settecento all’Ottocento e spazia dal Regno delle due Sicilie all’Impero austro-ungarico. È una delle più importanti al mondo, un fiore all’occhiello per numero e importanza delle sculture in mostra. Aggirandosi tra i pezzi di rara bellezza si potranno osservare draghi, leoni, santi e tritoni, alcune delle polene dell’impresa dei Mille, della battaglia di Lissa e di altri avvenimenti storici del Risorgimento, oltre alla polena che raffigura la principessa Sissi e quella mitica di Atalanta. Quest’ultima deve la sua fama alla leggenda che la vede come protagonista: si narra infatti che il suo sguardo e le forme del suo corpo abbiano ammaliato due uomini, un soldato tedesco e un custode, facendogli perdere il senno per amore fino al punto di suicidarsi.

È evidente che nonostante non siano più nel loro luogo di appartenenza, le polene riescono ancora a suscitare grandi emozioni grazie all’evocazione di un passato eroico, pieno di ostacoli ma avvincente e avventuriero.

La Regata delle Repubbliche Marinare permette di rivivere ai tempi nostri l’atmosfera di una tradizione ormai pressoché scomparsa. Gli atleti (otto rematori e un timoniere) affrontano infatti la gara a bordo di fedeli ricostruzioni di modelli dei galeoni del XII secolo riportanti proprio una polena a prua: Amalfi ha un cavallo alato che, con la sirena, è uno dei temi principali usati per le polene delle galee medievali; Genova mostra invece il drago in onore del suo Protettore S. Giorgio; Pisa usa l’aquila imperiale germanica in memoria della collaborazione data dalla repubblica toscana alla causa sveva e ghibellina; Venezia utilizza il leone di S. Marco come simbolo del suo santo protettore.

Oggi l’uso di simil-polene rivive sotto diverse forme. Una di quelle che più richiama l’originale è la posizione di statuine o figure su automobili e moto; l’esempio più lampante e conosciuto è il marchio automobilistico Rolls-Royce con la sua iconica statuetta raffigurante una figura femminile piegata in avanti con le braccia distese all’indietro e le vesti gonfiate dando l’aspetto di ali.

Questi riadattamenti di una figura come la polena ci mostrano che, nonostante sia scomparsa come tradizione, i significati che contiene e la sua importanza sono ancora a noi ben cari, legati tuttora al viaggio.

Geco

Alla scoperta della polena (parte 1)

Dall'autore: Redazione

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