Curiosità

Alla scoperta delle polene. Origine e diffusione

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Barche e navi sono da sempre un ottimo mezzo per trasportare merci e viaggiare. Andando a fare un giro al porto si possono notare varie tipologie di barche, dalle barche a vela agli ultimi modelli di motoscafi o barche a motore. Una cosa che le accomuna tutte ma allo stesso tempo le distingue e le caratterizza è il nome datogli, che si può spesso trovare sulla fiancata. Dal sedicesimo secolo fino al ventesimo le barche (principalmente vascelli e velieri) possedevano un’altra caratteristica che le rendeva particolari e personalizzabili: la polena.

La polena non era un elemento decorativo qualsiasi senza significato ma si credeva avesse connotati religiosi e quasi poteri magici. Posta davanti alla prua, era una scultura prevalentemente lignea rappresentante una figura umana o animale. Il suo scopo era quello di indicare il nome della nave dato che nel periodo della sua diffusione in molti ancora non sapevano leggere; inoltre era una dimostrazione della ricchezza e forza del proprietario.

L’origine del suo nome è collegata alla moda delle calzature francesi (souliers à la poulaine).

Un nome il cui significato può essere dovuto al cambiamento nella forma della prua delle navi di quell’epoca: dall’essere dritta, bassa e rivolta verso il mare, l’estremità divenne infatti tondeggiante ripiegandosi verso la nave stessa. Un mutamento che rese simili i primi modelli di questi vascelli proprio alle calzature dei cavalieri polacchi in uso dai francesi e di conseguenza l’utilizzo di questo nome per la prua, che nel tempo rimase venne usato solamente per designare il nome della scultura sormontante.

Ma l’origine stessa delle polene è molto precedente rispetto a quella del suo nome. Infatti sulla parte anteriore delle navi greche, egizie e romane si potevano spesso trovare teste di animali sacrificati poco prima della partenza come offerta agli dei in cambio della loro protezione lungo il viaggio. Queste teste venivano poste sulla prua in una posizione tale che gli occhi delle teste potessero “guardare in avanti per poter vedere la giusta rotta”.

A volte invece nella parte anteriore delle navi venivano disegnati degli occhi per tenere lontane le presenze maligne; navi con due occhi diventavano simbolicamente esseri viventi in grado di riconoscere il cammino, oltre che capaci di salvarsi dal malocchio e dalla sventura.

Da teste di animali sacrificati e decorazioni di occhi, si è poi passati in poco tempo alle prime sculture in legno, raffiguranti principalmente animali (solo dal 1760 le figure predominanti divennero umane). I diversi popoli erano solitamente legati a specifici animali, usati per esprimere differenti significati: le navi egizie erano rappresentate da uccelli sacri mentre quelle fenice avevano come simbolo i cavalli per indicare velocità; gli antichi greci usavano teste di cinghiale per simboleggiare ferocia e una visione accurata mentre i romani spesso facevano uso della statua di un centurione per rappresentare il valore in battaglia. Nel nord Europa erano diffusi molti altri animali (leone, cigno, drago ecc.) o anche creature magiche (come gnomi o fate) che avevano diverse funzioni tra cui, soprattutto gli ultimi, di protezione verso la nave e il suo equipaggio.

Verso la metà del XV e nel XVI secolo le polene riappaiono molto più vistose su quasi tutte le navi, soprattutto per le molteplici decorazioni dettate dall’arte barocca presente in quel periodo.

Durante il barocco si ha una predizione per le decorazioni sfarzose e questo si può facilmente notare anche nell’arte delle polene che diventano gigantesche, pesanti, intagliate nel legno massiccio, molto elaborate e ornate spesso con oro. Una usanza che sovente influiva negativamente sulla navigazione per il peso, oltre che difficile da sostenere come costo.

Fu quindi naturale la sua evoluzione nel XVIII secolo, quando le polene diventarono via via più piccole o comunque molto più leggere.

Il destino delle polene stava cambiando. Ormai la loro imponenza e sontuosità non era che un flebile ricordo e il declino della propulsione a vela stava fortemente contribuendo a segnarne la fine imminente, ma non a cancellarne il fascino.

Geco

Alla scoperta della polena (parte 2)

Dall'autore: Redazione

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