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La barriera corallina, un patrimonio da salvaguardare

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Molteplicità di colori e forme e varietà di specie animali e vegetali sono solo alcuni degli elementi che caratterizzano la barriera corallina che si pone tra le più grandi meraviglie del mondo oceanico.

Cosa è effettivamente la barriera corallina e da cosa è formata?

La barriera corallina è una formazione rocciosa presente in molti mari ed oceani, costituita dai resti di piccoli organismi marini. È così chiamata perché separa il mare profondo dalla laguna costiera, smorzando le onde; risulta, infatti, formata da una scarpata esterna che è la porzione della barriera verso il largo. Le parti della scarpata vicine alla superficie sono dominate dalle colonie di coralli ramificati, zone con la più elevata biodiversità fra animali e vegetali (molluschi, tartarughe, alghe, pesci pagliaccio etc). La cresta della barriera corallina, invece, è al margine superiore della scarpata, raggiunta dalle onde e dalla luce. Diversamente, la piattaforma interna si estende verso terra, dietro la cresta, poco profonda, ma piena di rocce calcaree, sabbia e frammenti corallini, che può essere esposta con la bassa marea, mostrando gli innumerevoli tipi di coralli di ogni forma, dimensione, colore e consistenza.

Come si è formata e come si forma la barriera corallina?

L’origine è animale. La barriera corallina è costituita dagli scheletri sedimentati dei coralli e dei polpi, grandi solo pochi millimetri, che hanno la capacità di creare una struttura in carbonato di calcio all’interno dei loro tessuti. I polpi, al termine della loro vita, creano il corallo. Le barriere coralline sono diffuse in tutti i mari in cui i fondali sono particolarmente bassi (al massimo 5 metri di profondità) perché necessitano di molta luce solare, utile per la proliferazione delle alghe fondamentali alla costruzione degli scheletri dei polpi. La parte vitale della barriera è sempre quella esposta alla luce, mentre la base è costituita da scheletri in carbonato di calcio. Inoltre, per lo sviluppo e la creazione di tale fenomeno, occorre che si verifichino diverse condizioni: la temperatura media annua dell’acqua non deve mai scendere al di sotto dei 20 gradi celsius, la profondità del fondale deve essere bassa per la necessità di molta luce e le acque devono essere estremamente limpide, prive di materiale in sospensione che impedisca ai polpi di sviluppare grosse formazioni.

Quanti tipi di barriera corallina esistono?

Vi sono 3 tipi di barriere coralline: i litorali, che si estendono quasi direttamente dalla costa; la barriera vera e propria che si estende parallela alla costa; gli atolli che sono a forma anulare sviluppati nel mare aperto, attorno alla sommità di antichi vulcani sommersi.

Fonte: Turista fai da te

Fonte: Turista fai da te

Quali sono le barriere coralline più belle del mondo?

Una fra le più belle è quella di Andros, alle Bahamas, con più di 225 km di coralli in una sorta di canyon sottomarino che sprofonda a più di 1800 metri. Quella di Andros è il terzo sistema corallino del mondo. La barriera corallina della Nuova Caledonia si presenta, invece, in diverse forme con un doppio sistema lungo 1300 km; dista 30 km dalla costa ed è popolata da pesci balestra, squali e testuggini. Ma la più importante e famosa è senza dubbio la Grande Barriera Corallina, a 2300 km dalla costa nord orientale dell’Australia. Al suo interno si trovano 400 tipi di coralli, 1500 specie di pesci e oltre 400 varietà di molluschi: i suoi fondali sono patrimonio dell’Umanità.

Quale è il mezzo migliore per godere della bellezza della barriera corallina?

La barriera corallina si può osservare nuotando, facendo immersioni subacquee, da bordo di un aeromobile, ma il modo sicuramente più comodo, rilassante e coinvolgente è utilizzare un’imbarcazione. Salpare e raggiungere tali meraviglie della natura è un’esperienza da vivere almeno una volta nella vita.

Navigare sulla barriera corallina comporta dei rischi per la sua conservazione?

Assolutamente no. È, però, necessario usare adeguate precauzioni. Costituisce, infatti, un fatto eccezionale quello che è accaduto il 29 gennaio 2016, quando lo yacht di Paul Allen, il cofondatore di Microsoft, ha “navigato” sulla barriera corallina delle isole Cayman, provocando danni irreversibili all’80% dei coralli della West Bay per l’uso, assai poco accorto, dell’ancora.

Ma allora quale è il vero rischio per la barriera corallina?

Il vero rischio è costituito dal fenomeno dello sbiancamento dei coralli.  L’effetto serra, unito all’inquinamento del pianeta, provoca la perdita di colore dei coralli costruttori che si ha quando i minuscoli organismi e le alghe che danno colore alle formazioni vengono estromesse dai polipi o perdono il proprio pigmento. Avere cura del nostro pianeta, combattendo inquinamento ed effetto serra, aiuta anche a preservare la bellezza della barriera corallina.

 

Dall'autore: Eleonora La Rocca

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