Curiosità

Tipologie di crepuscolo, conoscerle per navigare in sicurezza

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Con l’approssimarsi della bella stagione, per i diportisti e in generale per gli amanti del mare è arrivato il momento di tirare a lucido le proprie imbarcazioni e organizzare qualche uscita nella grande distesa blu. Per i neofiti e anche per i naviganti più esperti, diventa fondamentale conoscere con precisione i tempi che caratterizzano le diverse parti della giornata, così da pianificare per tempo partenze e rientri in completa sicurezza. A questo proposito, il momento principale a cui bisogna prestare particolare attenzione è il crepuscolo; la fase della giornata in cui il sole si abbassa fino a scomparire sotto la linea dell’orizzonte.

Il primo aspetto da tenere in considerazione è la durata del crepuscolo, la quale è determinata da due elementi: latitudine geografica e stagione. Man mano che ci si allontana verso nord o verso sud dall’equatore (che rappresenta il punto zero) e si raggiungono latitudini elevate (fino a +90 gradi al polo nord e -90 gradi al polo sud) si avranno crepuscoli progressivamente più lunghi che, al di là della linea della linea dei circoli polari, possono protrarsi anche per mesi, dando vita alla cosiddetta notte polare.

Durante gli equinozi di primavera e d’autunno (20 marzo – 22 settembre) il crepuscolo ha una durata minore rispetto agli altri giorni dell’anno mentre nei solstizi d’estate e d’inverno (21 giugno – 21 dicembre), il crepuscolo raggiunge la sua massima estensione. Sempre in riferimento al fattore latitudine, all’equatore la durata dei crepuscoli rimane pressoché costante. La durata è inoltre legata alle condizioni meteorologiche e alla presenza/assenza di foschia nell’atmosfera. Ad ogni modo il crepuscolo ha una durata complessiva media di circa un’ora; un tempo sufficiente per il diportista per organizzare il rientro in banchina in tutta sicurezza. Chiaramente le moderne strumentazioni e gli impianti d’illuminazione presenti sulle barche più grandi consentono la navigazione notturna ma un surfista, un sub o chi semplicemente ha un piccolo natante senza troppe pretese, deve giocoforza conoscere e tenere presente le varie fasi del crepuscolo così da minimizzare i rischi connessi alla navigazione nell’oscurità.

Periodo che precede il crepuscolo nautico (Foto: Davide Lazzini)

Periodo che precede il crepuscolo nautico
(Foto: Davide Lazzini)

Entrando nello specifico, il momento in cui il lembo superiore del Sole scompare sotto la linea dell’orizzonte prende il nome di tramonto: l’astro, pur essendo ormai svanito, garantisce comunque un certo grado di illuminazione dovuta alla riflessione e diffusione della luce solare negli strati più alti dell’atmosfera. La luminosità ancora presente nel cielo è direttamente proporzionale alla parabola discendente – e apparente – del Sole: la luce diminuisce via via che il Sole si abbassa sotto la linea dell’orizzonte, rendendo in tal modo graduale il passaggio dalla piena luce alla completa oscurità. L’intero periodo che va dalla luce al buio prende il nome di crepuscolo ed è identico (ma al contrario) a quello che precede l’alba.

Convenzionalmente il crepuscolo si suddivide in tre periodi: crepuscolo civile, crepuscolo nautico e crepuscolo astronomico. Il crepuscolo civile comincia immediatamente dopo il tramonto e ha termine nel momento in cui il Sole si trova a 6 gradi sotto la linea dell’orizzonte. Durante il crepuscolo civile il cielo è ancora molto luminoso e le stelle non sono ancora visibili. In questo periodo il navigante o chi si trova in mare può ancora vedere senza ricorrere a illuminazione artificiale; per questo motivo, convenzionalmente, il crepuscolo civile rappresenta anche il limite entro il quale si può nuotare o praticare surf in sicurezza. Al termine di questa fase, comincia il cosiddetto crepuscolo nautico, periodo in cui nel cielo iniziano a essere visibili le stelle. Questo tipo di crepuscolo è detto ‘nautico’ perché è solo questo periodo del vespro a consentire al navigante di osservare le stelle al fine di determinare la propria posizione in mare attraverso il sestante, strumento per misurare l’altezza degli astri rispetto all’orizzonte marino. Chiaramente l’uso del sestante comporta la necessaria condizione di poter osservare sia l’orizzonte sia le stelle: una contemporaneità che non è possibile riscontrare nelle altre tipologie di crepuscolo. Nel primo periodo del crepuscolo nautico sarà possibile vedere solo le stelle di prima magnitudine ma gradualmente saranno visibili anche quelle di seconda e, al termine, quelle di terza. Nell’arco di tempo necessario per riuscire a vedere le stelle di terza magnitudine, il Sole si è abbassato ulteriormente, passando da 6 a 12 gradi sotto l’orizzonte. I raggi riescono ancora a rischiarare gli strati più alti dell’atmosfera ma la luce ‘naturale’ sarà sempre più fioca.

Al termine del crepuscolo nautico ha inizio quello astronomico, durante il quale è possibile vedere a occhio nudo e senza ausili di tipo ottico tutte le altre stelle fino alla sesta magnitudine. Anche in questo caso si tratta di un passaggio graduale nel quale il Sole è sceso ulteriormente passando dai 12 ai 18 gradi sotto la linea dell’orizzonte. Al termine del crepuscolo astronomico si avrà l’oscurità completa, momento in cui possono cominciare le osservazioni astronomiche di astri con magnitudine superiore alla sesta.

Dall'autore: Davide Lazzini

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