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Navi drone e autoguidate, questo il futuro della navigazione?

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D0po aver conquistato terra e aria, i droni si accingono a colonizzare anche l’elemento blu. Grazie all’esperienza maturata negli ultimi anni, infatti, le forze armate americane (nello specifico la US Navy) stanno finendo di mettere a punto la prima nave da guerra a controllo remoto; si chiama Sea Hunter ed è il coronamento degli sforzi del programma della DARPA (Defense Advanced Research Projects Agency). La nave, concepita per intercettare e annientare sottomarini nemici è lunga 40 metri ed ha un’autonomia di migliaia di miglia nautiche. Può raggiungere la considerevole velocità di 27 nodi e per “scrutare l’orizzonte” e ciò che sta sotto al pelo dell’acqua si avvale di numerose telecamere e radar capaci di tener traccia della sua posizione e individuare al contempo altre navi o sottomarini. La Sea Hunter è prossima lasciare lo stadio di prototipo: dopo aver solcato i mari per più di due anni superando positivamente tutti i test relativi alla sicurezza, la nave è entrata a far parte della flotta della Marina degli Stati Uniti, che potrebbe servirsene per operazioni navali attive nel corso del 2018.

Il program manager dell’ufficio di tattica e tecnologia (TTO) della DARPA, Alexander Walan, ha affermato che la Sea Hunter rappresenta una milestone significativa nello sviluppo di tecnologie USV e di autonomia su larga scala: “Il completamento degli studi sulle prestazioni di Sea Hunter è stata la prima pietra miliare del programma di test di due anni co-sponsorizzato da DARPA e Office of Naval Research”.

Realizzata dalla Vigor Industrial, la Sea Hunter è stata varata il 7 aprile 2016 a Portland, Oregon. La Nave fa parte della “Classe Sea”, che comprende imbarcazioni sperimentali (anche con tecnologia stealth) in cui troviamo la Sea Shadow, la Sea Fighter e la Sea Slice. Essendo un mezzo senza equipaggio a bordo, la Sea Hunter si configura come MDUSV, cioè un veicolo a superficie senza equipaggio a spostamento medio. Oltre all’autonomia e alla velocità, una delle caratteristiche principali che rende la Sea Hunter un progetto interessante da applicare anche alla marina mercantile è l’economia di esercizio: la nave, infatti, ha permesso un notevole risparmio di risorse sia in fase di costruzione sia per le operazioni di manutenzione. I circa 20 milioni di dollari spesi per fabbricarla possono sembrare parecchi ai meno esperti ma se paragonati ai fondi spesi per la costruzione di navi da guerra convenzionali (con cifre che spesso superano il miliardo di dollari), è facile intuire il risparmio anche in ottica di produzione in serie. Stessa cosa si può dire per quanto riguarda il costo giornaliero per far funzionare la Sea Hunter, che si aggira intorno ai 2o mila dollari: una cifra irrisoria rispetto ai 700 mila e oltre che vengono investiti per mantenere a regime un cacciatorpediniere con equipaggio.

Come anticipato in precedenza, la Sea Hunter potrebbe rappresentare l’innesco per l’utilizzo massiccio di navi commerciali senza equipaggio. I colossi del settore marittimo stanno già investendo sullo sviluppo di navi senza equipaggio, siano esse a controllo remoto oppure del tutto autonome. L’azienda finlandese Wartsila, ad esempio, ha testato con successo una propria tecnologia per il controllo remoto di mezzi navali: direttamente dal centro Wartsila di San Diego, in California, alcuni tecnici hanno infatti comandato in remoto (a 8mila km di distanza) un OSV (Offshore Supply Vessel) adibito all’assistenza alle piattaforme petrolifere.

Sulla stessa linea sta investendo anche Rolls-Royce, che ha dotato di un sistema di controllo remoto il rimorchiatore Svitzer Hermond, di proprietà della compagnia danese Svitzer. Anche la Norvegia sta sperimentando la nuova tecnologia, in questo caso si tratta della Yara Birkeland, una autonomous ship portacontainer da 150 TEUs sviluppata da Yara International e Kongsberg Maritime con un investimento di 25 milioni di euro. La nave dovrebbe diventare operativa già dal 2019 con un equipaggio ridotto per poi navigare in modo completamente autonomo dal 2020.

Dall'autore: Davide Lazzini

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