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Pattìno, l’evergreen delle riviere

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Presente fin dal dopoguerra sulle spiagge e nei piccoli porti, il moscone o pattìno è un natante versatile, economico e robusto che ha saputo vincere la sfida del tempo mantenendo inalterato il suo fascino di mezzo semplice ma al contempo iconico. Realizzato principalmente in legno o vetroresina, il moscone – così è comune chiamarlo nella riviera romagnola – o pattìno – come invece è identificato prevalentemente sulle sponde del Tirreno – è costituito essenzialmente da due gondole unite tra loro da un ponte centrale, che ospita le sedute. E’ un natante ideato per la navigazione a remi ma – specie nei piccoli approdi o lungo le spiagge di fine estate – non è raro incontrare qualche esemplare modificato ad hoc dai pescatori per ospitare un motore fuoribordo. La semplicità della struttura non ne compromette l’affidabilità, anzi: proprio la sua particolare conformazione lo rende un mezzo molto maneggevole nelle mani giuste e gli consente di affrontare anche il mare grosso senza particolari problemi. Queste caratteristiche non sono sfuggite a chi ha il delicato compito di fare sorveglianza in mare ed è per questo che ancora oggi sono molti gli stabilimenti balneari che adottano il pattìno come mezzo di salvataggio.

La tecnologia, in questo caso occorre dire purtroppo, ha fatto enormi progressi e nonostante il moscone sia ancora presente sui nostri litorali, la domanda ha subìto una flessione in favore di mezzi più sofisticati e al passo coi tempi. Questo ha comportato la chiusura o riconversione di diversi cantieri e una conseguente perdita di maestranze; un vero e proprio dissipamento di beni – anche culturali e di tradizione – a cui le poche aziende sopravvissute stanno cercando di porre rimedio.

Tra i cantieri che possono vantare una produzione ancora artigianale c’è la De Biagi e Magi, che da oltre un secolo realizza mosconi che solcano le coste di tutta Italia. I pattìni dell’azienda di Cesenatico sono prodotti usando legno massello e compensato marino di Okume – omologato R.I.N.A. – e sono trattati sia internamente (con catrame) sia esternamente (con vernice marina). I componenti sono assemblati con colle marine e graffe in acciaio inox mentre le parti metalliche sono realizzate in ottone o acciaio inox. L’azienda produce tre diverse tipologie di moscone: con prendisole, con schienale o con sistema per vogatore. Ciascuna delle tipologie – ad eccezione del vogatore – si declina poi nei due modelli principali di pattìno prodotti: il Cattolica e il Versilia. Il nome dei modelli non è affatto casuale; il primo, infatti, è pensato appositamente per il mar Adriatico, in cui il fondale degrada dolcemente e di conseguenza anche le onde e le correnti sono mediamente meno marcate rispetto al mar Ligure o al Tirreno. Questo ha portato alla costruzione di gondole tendenzialmente più tozze che favoriscono la stabilità su mare calmo. Al contrario, il modello progettato per il Tirreno presenta gondole più sottili, che consentono una buona maneggevolezza anche in presenza di moto ondoso marcato. L’azienda produce sia mosconi in legno sia mosconi in vetroresina e gelcot, un materiale che assicura elevato grado di resistenza alla vernice. Per quanto riguarda i pattìni in vetroresina, la De Biagi e Magi produce il modello 97 tipo prendisole, che si caratterizza per avere una seduta unica e spazio per ospitare una persona sdraiata. Il modello 99, sempre di tipo prendisole, con seduta unica e spazio per una persona sdraiata, ha invece una diversa conformazione dello scafo ed è omologato CE. Su richiesta, sul modello 99 possono essere installate 2 ruote per facilitarne l’alaggio. Entrambe le tipologie (97 e 99) sono disponibili anche nella versione per salvataggio, nella quale sono presenti particolari dotazioni richieste per l’uso a mezzo di salvamento, garantendo sicurezza e maneggevolezza.

Dall'autore: Davide Lazzini

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