Nautica

L’ormeggio: cos’è e 5 app che ti aiutano a trovare il posto perfetto per la tua barca

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Anche quest’anno le tanto sospirate vacanze sono arrivate e i vacanzieri, ieri indefessi lavoratori, sono pronti a godere del caldo e del sole di questa torrida estate. Se molti si armano di pazienza e determinazione per affrontare l’esasperante traffico sulle autostrade da bollino rosso, alcuni fortunati hanno cominciato a preparare valigie e cambusa per giungere in barca sui litorali e sulle coste italiane. Se siete tra questi, allora vi spiegheremo cosa è un ormeggio, le tecniche per salpare ed attraccare al meglio e le app che vi aiuteranno a trovare un posto perfetto per la vostra barca nei vari porti.

Partiamo prima di tutto da cosa è l’ormeggio. L’ormeggio è costituito da una serie di operazioni che si effettuano per rendere stabilmente ferma un’imbarcazione in un porto. Attenzione, però, l’ormeggio non va confuso con l’ancoraggio. Difatti, mentre per quest’ultimo si ricorre sempre ad un’àncora e lo si fa principalmente sopra fondali alti anche per tempi prolungati, l’ormeggio, invece, non necessariamente ha bisogno dell’àncora (in molti porti è addirittura vietata) ed è una semplice sosta in un porto o sopra fondali ordinari vicino alla costa per un periodo breve. Volendo essere più precisi, esistono due tipologie di ormeggio: l’ormeggio in banchina, che si effettua per le operazioni di sbarco/imbarco con legatura a bitte e anelli (altrimenti detto anche ‘attracco’); il diporto, in cui è usanza fissare la nave a gavitelli o corpi morti.

Una volta capito compresa la base dell’ormeggio, possiamo analizzarne i diversi tipi, le tecniche e successivamente le manovre da compiere per effettuarlo al meglio.

E’ necessario precisare che l’ormeggio può essere di tre tipi differenti a seconda dell’oggetto a cui la barca viene attraccata. Si distinguono pertanto l’ormeggio ad una banchina, ad una boa o ad un corpo morto.

Il primo, a sua volta, può essere effettuato di fianco (all’inglese), di poppa (alla francese) o di prua alla banchina. Nell’ormeggio di fianco (all’inglese) l’imbarcazione è disposta parallelamente alla banchina, alla quale è assicurata con sei cavi: cima di prora (che sarebbero funi e cavi della prua), traversino di prora (un cavo utilizzato per tenere la nave accostata alla banchina, e che corre perpendicolarmente a quest’ultima), spring di prora (cavo che da prua dell’imbarcazione corre verso poppa sulla banchina, impedendo all’imbarcazione  di avanzare lungo la banchina stessa), spring di poppa (l’opposto dello spring di prora, e cioè cavo che dalla poppa dell’imbarcazione corre verso prua sulla banchina, impedendo all’imbarcazione  di retrocedere lungo la banchina stessa), traversino di poppa (l’opposto di quello di prora, e cioè un cavo  utilizzato per tenere la nave accostata alla banchina, e che corre perpendicolarmente a quest’ultima), cima di poppa (il contrario di quello di prora, e cioè insieme di funi e cavi della poppa). Nell’ormeggio di poppa (alla francese), invece, l’imbarcazione è disposta perpendicolarmente alla banchina, con la prua in fuori mantenuta da una o due ancore di posta oppure da un corpo morto o da una boa, mentre la poppa è assicurata a delle bitte (elemento verticale solidamente fissato al ponte scoperto della nave che serve per tirare i cavi di ormeggio). Nell’ormeggio di prua, opposto a quello di poppa, l’imbarcazione è disposta perpendicolarmente alla banchina, con la poppa in fuori mantenuta da una o due ancore di posta oppure da un corpo morto o da una boa, mentre la prua è assicurata a delle bitte a terra a mezzo di cavi incrociati che, che attraverso i passacavi di prua, vengono dati volta alle bitte di bordo.

Il secondo tipo di ormeggio è l‘ormeggio ad una boa dove l’imbarcazione è assicurata da prua per mezzo della catena dell’ancora o di un robusto cavo passato a doppino sul grosso anello o sul maniglione presente sulla parte superiore della boa(cioè far passare il cavo nell’anello della boa tenendo entrambi i capi per poter tesare mettendoli in tensione). Esiste anche l’ormeggio a due boe, in cui la nave, oltre ad essere ormeggiata ad una boa a prora, è ormeggiata ad una boa a poppa per mezzo di uno o più cavi passati a doppino.

Il terzo tipo di ormeggio è l’ormeggio ad un corpo morto in cui l’imbarcazione è assicurata per mezzo di un robusto cavo ancorato al corpo morto sul fondo.

Ora che conosciamo anche i tipi di ormeggio, analizziamo la parte pratica e la più difficile dell’operazione: le manovre che dipendono, soprattutto, dall’abilità del pilota, dall’imbarcazione, dall’equipaggio, dall’attrezzatura, dalle condizioni meteorologiche (importante è il vento) e, fondamentalmente, anche dal porto o dal luogo in cui si intende ormeggiare.

Le manovre di ormeggio sono: la decelerazione di avvicinamento (cioè decelerare mentre ci si avvicina al molo o al luogo di ormeggio), la presentazione dell’imbarcazione con il lato o i lati da fissare in sosta (cioè l’insieme delle operazioni necessarie per posizionare l’imbarcazione sul lato o sui lati da tener ben saldi alla banchina, stando attenti sia al modo in cui si intende ormeggiare, sia del posto prefissato dove attraccare, ma anche delle eventuali altre imbarcazioni circostanti e delle condizioni meteorologiche, soprattutto il vento) e l’eventuale aggancio o fissaggio alle strutture stabili (diverso in base al tipo di ormeggio che si intende effettuare come abbiamo visto prima). Inoltre, l’ormeggio può essere assistito in tutte le sue fasi da terra e dal mare soprattutto per la presentazione dell’imbarcazione, specialmente in caso di avvicinamento al traverso (cioè in direzione perpendicolare all’asse longitudinale della nave), in modo da far aderire una murata (la fiancata di una nave) ad una banchina, e comunque per rotazioni in spazi ristretti. Infatti, in questi casi si utilizzano risorse esterne all’imbarcazione che vanno dall’ormeggiatore che corre a fissare le cime o gomene (cavi spessi e lunghi destinati all’ancoraggio o all’ormeggio) che gli sono lanciate da bordo, al gommone o al rimorchiatore che tirano l’imbarcazione o la spingono lateralmente puntando opportunamente le loro prue sullo scafo da ormeggiare. Le cime e le gomene fissate dall’ormeggiatore a terra vengono poi tirate da bordo a mano o a macchina per effettuare l’avvicinamento grazie al loro accorciamento.

 

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Fonte: Giornale della Vela

E ora, grazie alla tecnologia e agli smartphone, intervengono le utilissime app per trovare l’ormeggio perfetto, app che si sommano a quelle per la meteorologia (Vento e Mare Med), cartografia ( Navionics), ancoraggio (Sail Safe) e traffico (Marine Traffic). Quelle relative all’ormeggio sono applicazioni che permettono di prenotare direttamente dall’imbarcazione l’ormeggio in modo facile e veloce, verificando la disponibilità in tempo reale. Ne abbiamo analizzate cinque:

Navily, oltre a individuare più di 3000 punti di ancoraggio condivisi dalla sua comunità con foto, commenti e notazioni e a evidenziare dei profili completi sui porti con foto, servizi, listino prezzi, eventi e turismo direttamente curati dai porti stessi, permette anche di condividere le esperienze dei vari utenti aggiungendo nuovi ancoraggi e campi boe sulla mappa, ma, soprattutto, consente di prenotare e mandare richieste di ormeggio ai porti Partner in modo rapido e semplice.

Altra applicazione assai utile è Marinanow che, con pochi semplici click, dà la possibilità di trovare posti barca vicino alla posizione attuale dell’imbarcazione, visualizzando tutti i servizi offerti dalla marina, e, soprattutto, consente di prenotare direttamente dal telefono, offrendo agli utenti l’accesso ad una rete in continua espansione di oltre 1000 marine europee e trovando anche meccanici, cantieri e distributori di carburante.

DockBooking è un’altra app che offre un servizio di prenotazione posto barca online (Marine – Darsene – Pontili – Campi Boa…) offrendo la possibilità di riservare in tempo reale, velocemente e con massima chiarezza su distanze e costi, servizi d’ormeggio di breve, medio e lungo termine. L’applicazione prevede, conseguentemente all’ingresso, la designazione del tipo di imbarcazione per la quale si intende prenotare l’attracco. L’affiliazione permette all’utente di prenotare il proprio servizio d’attracco pagando con carta di credito al prezzo di listino.

Ormeggio Online, invece, non è un’app vera e propria ma un sito molto intuitivo che, attraverso l’inserimento dell’area geografica, il tipo di porto e le caratteristiche dell’imbarcazione, permette di trovare facilmente il posto ideale per ormeggiare e lo fa senza richiedere alcuna commissione.

Anche Portbooker permette di cercare velocemente un luogo di ormeggio inserendo il nome del porto, la data di entrata ed uscita e le caratteristiche dell’imbarcazione. Inoltre, sul suo blog potrete esprimere, dubbi, pareri e chiedere informazioni sul tema ad una grande comunità nautica.

Ora che sapete cosa è un ormeggio, e quali manovre fare per effettuarlo al meglio, che aspettate a salpare?

Dall'autore: Eleonora La Rocca

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