Un libro a Bordo

“La grande fuga dell’Ottobre Rosso” di Tom Clancy

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Nel declino dell’impero sovietico, al più famoso e decorato comandante di sottomarini della nazione, Marko Ramius, viene affidato il comando dell’Ottobre Rosso, ultimo ritrovato della scienza navale russa, derivato dalla classe Tifone e dotato di una speciale propulsione a idrogetto che lo rende praticamente irrintracciabile dai radar americani posti nel fondale atlantico.

Ramius, però, è un uomo inquieto: di ascendenza non russa, ma lituana, ha un rapporto conflittuale con la Rodina, la madrepatria, che si tramuta in odio quando, in seguito alla morte della moglie, decide di addossare la colpa della scomparsa allo stato sovietico e alle sue strutturali inefficienze. Prima di prendere il largo, Ramius invia perciò, al suo superiore, l’ammiraglio Padorin, una lettera che lo informa del proposito del comandante di disertare e consegnare il sottomarino agli Stati Uniti.

Dall’altra parte dell’oceano, i servizi americani, preoccupati della pericolosità dell’Ottobre Rosso, apprendono che l’intera flotta sovietica è salpata alla ricerca del sottomarino. La mossa viene considerata una minaccia di attacco dai vertici, ma non da un giovane analista della CIA, Jack Ryan, che intuisce i propositi di Ramius e convince il governo della possibilità di mettere le mani sull’Ottobre Rosso.

Inizia sulle due sponde dell’Atlantico una partita a scacchi: i sovietici, disperati nella loro inutile caccia a Ramius, tentano di convincere gli americani che Ramius voglia attaccare gli Stati Uniti, sperando così di ottenere il loro inconsapevole aiuto, mentre Ryan elabora un piano assieme alla flotta della Marina britannica, con a capo la portaerei Invincible, per mettersi in contatto con l’Ottobre Rosso e salvarlo dalla distruzione.

Il duello tra i mari avrà, un colpo di scena dopo l’altro, un esito meno scontato di quanto il lettore possa immaginare.

Con questo libro il compianto Tom Clancy inaugura nel 1984 la saga di libri con protagonista Jack Ryan che lo ha reso famoso in tutto il mondo e dato vita a una serie di innumerevoli film, tra cui Caccia a Ottobre Rosso (1990), con Alec Baldwin nel ruolo di Ryan e un indimenticabile Sean Connery nel ruolo del comandante Ramius.

Con quest’opera Clancy dà nuovo vigore a al sottogenere letterario del techno-thriller, dove i sapienti colpi di scena e la struttura drammatica vengono alimentati da un costante ricorso alla spiegazione della tecnologia e dei concetti scientifici che fungono da base della storia stessa; thriller, fantapolitica e spy-story si mescolano, creando così un intreccio accattivante e realistico fin nei minimi dettagli.

Il preciso linguaggio tecnico, che sul momento può allontanare il lettore dalla trama, finisce invece per catturare l’attenzione persino dei neofiti del genere, affascinante come quei labirinti che conquistano chi vi rimane intrappolato proprio per la loro complessità. Il libro è un grande affresco, un’opera corale, dove una moltitudine di personaggi e situazioni secondarie arricchiscono il testo senza mai appesantirlo. Per dirla in termini teatrali, ogni attore entra in battuta col tempo giusto, scandendo il ritmo della storia col giusto dosaggio di suspense e tensione.

Tra i personaggi, psicologicamente ben costruiti e raramente forzati, spicca la figura di Marko Ramius, un Capitano Nemo moderno, ancor più disilluso e disperato dell’antieroe di Verne, schiacciato da un sistema al quale si ribella con la più abietta delle azioni (secondo il suo codice morale), il tradimento, per tener fede a qualcosa di più alto e complesso di un vago ideale come la Patria o il Partito: tradire gli altri per non tradire sé stesso, questo è il suo dilemma. Come Amleto con lo spettro del padre, il fantasma della moglie lo spinge ad azioni verso cui la sua stessa moralità rifugge, come l’eliminazione del viscido commissario politico Putin, ma che sono considerate inevitabili, un piccolo prezzo da pagare per poter compiere la suprema vendetta nei confronti di quello Stato che, distruggendo una vita, porta coi suoi ingranaggi a spezzarne misteriosamente tante altre.

Buona lettura.

Dall'autore: Davide Cossu

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