Un libro a Bordo

“L’ammutinamento del Caine” di Herman Wouk

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Le appassionanti avventure che ci attendono, conseguenze di un ammutinamento durante la seconda guerra mondiale, sono la quintessenza delle emozioni che un romanzo può donarci.  Eppure L’ammutinamento del Caine non è soltanto questo.

Il romanzo è anche la coinvolgente storia di Willie Keith, un giovanotto romantico e spensierato che dovrà maturare in fretta suo malgrado nel corso della grande guerra.
Siamo nel 1944. Marina Americana. Willie è un ragazzo un po’ viziato, ma dal viso buono, allegro e ingenuo.

Di ottima famiglia, si era diplomato a Princeton nel 1941 e solo un anno dopo, in una fredda mattina di dicembre, a bordo di una bella Cadillac veniva accompagnato dall’affettuosa madre alla Scuola Aspiranti Guardiamarina.

Quando il giovane (volontario in Marina per sfuggire all’Esercito) congeda la sua famiglia e percorre il vialetto d’ingresso, qualcosa di impercettibile accade.

Un gesto semplice ma definitivo.
Willie varca la soglia e non è più lo stesso. Come Alice, attraversa lo specchio nel più assoluto silenzio ed entra in un mondo nuovo ed estremamente bizzarro.
La prima di tante stranezze è la scintillante schiera di aghi ipodermici che nel giro di pochi minuti lo immunizzano contro sconosciute malattie tropicali. Col braccio ancora indolenzito gli viene ordinato di denudarsi completamente e quando i suoi vestiti vengono portati via sente che nulla sarà più lo stesso.
La sua vecchia identità viene portata via per scomparire nella naftalina in mezzo al mucchio, mentre medici dallo sguardo impassibile toccano e premono su polmoni, fegato, cuore, come una massaia farebbe al mercato per scegliere il migliore dei tacchini in vendita.

Così ha inizio la storia dell’Ufficiale Willis (Willie) Seward Keith, che nel giro di non molto si ritrova nel dragamine Caine, un ammasso di ferri vecchi all’estremo limite dell’usura, nella sua cuccetta (o meglio scatola di metallo) due metri per uno.

Fin dall’inizio la vita di bordo si dimostra una prova severa, dandogli l’impressione di essere stato destinato alla peggiore imbarcazione della Marina. Disciplina quasi inesistente, organizzazione apparentemente precaria, tutto sembra indicare che il Caine è mal condotto, ecco perché la notizia dell’avvicendamento del comandante De Vriess sembra davvero opportuna.

Ma Willie non ci metterà molto a scoprire quanto le sue speranze siano mal fondate, e quanto i suoi giudizi fossero superficiali. L’ossessione per regolamenti e disciplina del nuovo Comandante Queeg nascondono infatti una profonda insicurezza, che si manifesta sotto forma di paranoia e continui tentativi di far ricadere sui sottoposti i propri errori.

La vita a bordo si trasforma così in un inferno continuo, tra punizioni, incombenze e turni di guardia massacranti.

Nei mesi seguenti, i segni di instabilità e di inadeguatezza del comandante si moltiplicano, convincendo anche il più scettico e fedele della nave, di avere a che fare con un uomo affetto da una seria patologia mentale.

Nel momento di massima crisi per la nave, quando un tifone mette in gravissimo pericolo la vita di tutto l’equipaggio e Queeg si mostra nuovamente incapace di affrontare la prova, toccherà a Maryk assumersi la responsabilità di esautorare il comandante, spalleggiato appunto dall’Ufficiale Willie Keith.

Il libro vinse più che meritatamente nel 1952 il Premio Pulitzer per la narrativa.

In seguito al successo ottenuto dal libro, l’autore stesso ne curò un adattamento teatrale in due atti per Broadway, incentrato sulla fase processuale della storia, dal titolo The Caine Mutiny Court-Martial. Lo spettacolo venne portato in scena nel 1954 ottenendo un notevole successo, rimanendo in tabellone per un anno e registrando 415 date!

Fu successivamente ripresentato nel 1983 e nel 2006. Nel 1954 una rappresentazione venne trasmessa dalla tv statunitense CBS, conquistando 3 Primetime Emmy Awards. Nel 1988 fu il regista Robert Altman a dirigerne una nuova versione per la tv.

Dal romanzo nel 1954 fu tratto un omonimo film di successo diretto dal regista Edward Dmytryk, con Humphrey Bogart nella parte del comandante Queeg.

 

Dall'autore: Roberta La Bua

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